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Regione Sardegna Superficie: 24.090 km²
Province: Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio CAmpidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia, Oristano, Sassari.
Capoluogo: Cagliari
Comuni: 377
Zona dove è situata: Italia Insulare
 
 

REGIONE SARDEGNA

 
La Reagione Sardegna situata nell’Italia meridionale, che corrisponde all’isola omonima; si affaccia sul mar Tirreno a est e a sud, sul mare di Sardegna a ovest, mentre a nord uno stretto braccio di mare, chiamato Bocche di Bonifacio, la separa dalla Corsica. In realtà la Sardegna non solo non ha mai avuto particolari rapporti, e nemmeno ne ha tuttora, con il Mezzogiorno d’Italia, bensì gravita piuttosto verso l’Italia centrale (Lazio e Toscana), mentre prima dell’unità d’Italia faceva parte del Regno del Piemonte.
Amministrativamente costituisce, così come la Sicilia, la Valle d’Aosta, il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia, una regione a statuto speciale, dotata di larga autonomia. È ripartita nelle province di Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano e Sassari; capoluogo regionale è Cagliari.

L’origine del nome dell’isola è incerta. I greci, per la sua forma simile all’orma di un piede, la denominavano invece Ichnusa; tra le più accreditate ipotesi del termine Sardinia si ricorda la derivazione da Sardo, un mitico condottiero – o addirittura un figlio di Ercole – che l’avrebbe conquistata capeggiando un gruppo di libici. Nemmeno l’origine e la provenienza (o le provenienze) dei primi abitatori dell’isola sono state definitivamente chiarite.

La regione si estende per 24.090 km² (l’isola per poco meno, 23.813 km², ed è la seconda del mar Mediterraneo per superficie, dopo la Sicilia) ed è la terza regione d’Italia, dopo Sicilia e Piemonte; tra le isole minori, si ricordano la Maddalena (20,1 km²) e Caprera (15,8 km²) a nord-est, l’Asinara (50,9 km²) a nord-ovest, Sant’Antioco (108,9 km²), che è in effetti unita alla terraferma da un istmo di 5 km, e San Pietro (51,3 km²) a sud-ovest.

La Sardegna è tra le regioni italiane meno popolate, sia in valori assoluti (1.659.443 abitanti nel 2007) sia quanto a densità (69 abitanti per km², circa un terzo della media nazionale, che è di 198).
 
 
IL CLIMA
 
La Sardegna ha un clima essenzialmente mediterraneo; gli influssi del mare si avvertono pressoché ovunque nell’isola, anche se, come è naturale, si indeboliscono col procedere verso l’interno. La regione è sottoposta all’influsso di due determinanti correnti d’aria: alla fine dell’autunno prevalgono i venti temperati e umidi provenienti dall’Atlantico, cioè da nord-ovest, all’inizio della primavera quelli caldi e asciutti provenienti dall’Africa, cioè da sud. Ne deriva che le aree che ricevono maggiori precipitazioni sono quelle nordoccidentali, mentre le regioni più aride sono quelle meridionali.
Mitigate dal mare, le temperature hanno medie abbastanza contenute, sia estive sia invernali; la media annua si aggira in quasi tutta la regione tra 14 °C e 18 °C . Le temperature estive più elevate si registrano in alcune conche interne, mentre nelle fasce costiere si aggirano sui 24 °C; le medie invernali sono di 9-10 °C sulle coste, ma scendono fino a 0 °C sulle sommità del Gennargentu.
Le piogge si concentrano tra novembre e dicembre, mentre sono pressoché assenti in luglio e agosto; nel resto dell’anno l’andamento è molto irregolare. Le precipitazioni complessivamente non sono scarsissime: passano dai 500-600 mm annui nelle aree pianeggianti, ai 700-800 mm sui primi rialzi collinari dell’entroterra; al di sopra dei 900 metri di quota si superano in genere i 1.000 mm di precipitazioni, che alle alte quote assumono anche forma nevosa. Nel piano superiore del Gennargentu, cioè al di sopra dei 1.500 metri d’altezza, il manto nevoso dura alcuni mesi.

Tra gli elementi climatici di rilievo va aggiunta la ventosità; con maggior frequenza in inverno, ma saltuariamente anche nelle altre stagioni, soffia con molta violenza il maestrale, un vento freddo che proviene da nord-ovest.

La Sardegna, anche a causa del suo scarso popolamento, ha conservato intatti fino a oggi numerosi suoi aspetti naturali originari, molti dei quali del tutto particolari, salvaguardati dalla stessa insularità, dal distacco dell’isola nei confronti sia dell’Africa sia dell’Europa. Spesso il paesaggio appare selvaggio, severo e senza presenza umana; in taluni punti risulta di una bellezza e di una suggestione rare nell’area mediterranea. Di recente però diverse zone, soprattutto costiere, come la Costa Smeralda, hanno subito aggressioni devastanti da parte di imprese esterne che hanno riempito i tratti litoranei più belli con un numero eccessivo di insediamenti e costruzioni (alberghi, seconde case, villaggi turistici, campeggi ecc.).
 
 
 
 
 
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